# 2 – La partenza

belluno. 26 luglio 2020.
Il regionale Treviso – Belluno è in ritardo.
Sul treno molti migranti, quasi tutti in bici. Il capotreno è brusco con loro, alcuni non hanno il biglietto e scelgono direttamente di scendere. Uno si fruga in tasca per raggiungere i 3.50€ necessari per il trasporto bici di cui manca, più i 5 di sovrattassa.
Uno si lamenta a gran voce del ritardo accumulato, più di 90 minuti. “Dobbiamo andare a lavorare, questo treno è in ritardo tutti i giorni!”
Finalmente a Belluno, città vivace e impaziente. Prima di partire, tappa in un negozio di bici per integrare la mia attrezzatura. Il gestore è cordiale e sorpreso dalla mia cavalcatura, specie quando gli dico che ho in programma di fare li Stelvio. “Con quei rapporti?” Chiede di farmi una foto, “per tutti i ciclisti della domenica in carbonio che si lamentano”.
Sulla soglia, una coppia di ciclisti sportivi di mezza età mi tempesta di domande, incuriosita.
“Non ce la farai”, dice lui lapidario. “Ti posso lasciare il mio numero?”, dice lei, “ci devi far sapere come va nei prossimi giorni!”
Inizio a preoccuparmi.
Annego quindi la preoccupazione in un panino salame e formaggio.
Si parte!

# 2 – La partenza

Il regionale Treviso – Belluno è in ritardo. Sul...