#3 – Le Dolomiti Bellunesi

passo pordoi. 26 agosto 2020.
La partenza da Belluno è incorniciata da un sole timido e dalla brezza tesa che presagisce la futura incazzatura delle Alpi.
L’orizzonte è masticato dai contorni delle come, come a voler coprire il cielo, con quella mole tronfia di chi dice “Non t’affaticare, noi qua stiamo”.
I primi 30km per Agordo sono un gentile falsopiano che consente andatura spedita, in mezzo ai curiosi toponimi locali: Sois, Bes, Barp. Sembrano tutte onomatopee di ciclisti in difficoltà.
Passo poi spedito il tratto Mas – Peron, che dà adito ad atavici dubbi: esortazione spagnola a bere pessima birra, o segmento dittatoriale d’oltreoceano?
Ad ogni modo, l’asfalto è una tavola liscia, e il nuovo assetto tiene bene la strada. Le pendenze si avvicinano.
Sfatiamo però il mito del divario nord /sud quanto a rispetto per i ciclisti: le ciclabili sì ci sono in maggior numero, in sede separata e percorrerle è una meraviglia, ma anche qui parliamo di tratti brevi e sconnessi agli ingressi dei vari paesi, con molte interruzioni che riportano sulla statale dove i camion ti fanno il pelo. Dopo aver preso una galleria per sbaglio, inizio a evitarle per le complanari laterali.

#3 – Le Dolomiti Bellunesi

La partenza da Belluno è incorniciata da un sole...