Il giro classico dei Castelli Romani dall’Appia Antica

marino. 11 marzo 2014.

difficoltà: MEDIO
distanza: 50 km
superficie: strada asfaltata, tranne alcuni tratti di Appia Antica (strada romana, sanpietrini), statali non molto trafficate
dislivello complessivo: 468 m
specifiche percorso: cliccare qui
traccia gpx: scarica

 

LO VEDI, ECCO MARINO

Un giro ad anello buono per gli allenamenti tanto quanto per delle gite fuori porta enogastronomiche. Dalla ciclabile delle Terme di Caracalla si arriva a Piazzale Numa Pompilio, e una volta attraversato il vasto e trafficato incrocio ci si può rilassare un po’ per via di Porta San Sebastiano: da qui in poi infatti la domenica il traffico è limitato ai soli (fortunati) residenti.

Oltrepassata via di Porta Ardeatina, Roma comincia a vestirsi di abiti dimenticati nel cassetto di un film di Luigi Magni, e spuntano le prime trattorie rustiche e il primo, inspiegabile verde di campagna in pieno centro. Siamo entrati nel Parco Regionale dell’Appia Antica, rimasto miracolosamente (quasi) illeso allo sciacallaggio edilizio del Secondo Dopoguerra. Dopo aver svoltato a sinistra per rimanere sull’Appia (proseguendo sulla destra imbocchiamo invece l’Ardeatina, altra strada fattibile almeno fino alle Fosse, poi diventa più trafficata e soprattutto stretta), si notano i primi monumenti di quella che era la Via Sacra già in età repubblicana.

Costruita dal console e mio collega Appio Claudio Cieco, la via Appia univa il centro di Roma alla città di Brundisium, oggi Brindisi, attraversando con una quieta serpentina tutto il basso Lazio, la Campania (tracce dell’Appia Antica sono ancora oggi visibili alla periferia di Napoli), gli Appennini lucani e l’Apulia, fino alle terre salentine. Nel tratto in uscita da Roma, presenta ancora oggi sepolcri e tombe patrizie, e ville nobiliari di varie età, compresa purtroppo quella attuale.

Superata una leggera salita a sanpietrini che passa attraverso edifici antichi e catacombe (in zona abbiamo quelle di Santa Domitilla, proprio al bivio con via Ardeatina, e quelle di San Sebastiano), ci troviamo al bivio con l’Appia Pignatelli. Qui un breve slargo e alcune trattorie turistiche accompagnano uno strappo in salita di circa 200 m fino all’entrata della nota Tomba di Cecilia Metella, una delle meglio conservate della zona. Dopo questo piccolo ostacolo, la strada prosegue pianeggiante, sanpietrini permettendo, con qualche breve tratto in cui i lastroni di età imperiale sono rimasti ad affascinare il ciclista guastandogli il percorso e il conseguente idillio col sellino.

Man mano che si prosegue, il paesaggio si tinge sempre più di campagna: i pini di Roma messi in musica da Ottorino Respighi scandiscono il cammino, alternandosi con sporadici greggi di pecore condotti da pastori rumeni e cani da pastore abruzzesi, uniche due categorie bucoliche sopravvissute nella Roma odierna. Nel frattempo, i colli si avvicinano al campo visivo, coi loro dolci pendii che dolci non sono.

Scorrono un po’ di chilometri pianeggianti in cui la strada romana viene spezzata da alcuni attraversamenti delle complanari aperte al traffico, frequenti fontanelle a nasone ritemprano le soste. Anche se non sono riuscito a segnarlo sulla mappa di Bike Route Toaster, è possibile percorrere l’Appia Antica fino all’altezza di via di Fioranello e all’Aeroporto di Ciampino, passando sopra alla galleria del GRA senza nemmeno rendersene conto. Quando si incontra lo sterrato spesso e volentieri frequentato da prostitute diurne, si prende via di Fioranello per ritrovarsi sullo svincolo dell’Appia Nuova per l’aeroporto. Da qui si segue per la Via dei Laghi, e dopo un breve tratto mediamente trafficato, si può deviare per via Romana, da dove ha inizio la salita.

La salita verso Marino non è proibitiva, ma può rivelarsi impegnativa per i principianti, coi suoi 200 metri e più di dislivello (il punto più alto del tracciato è a 404 m s.l.m.). Dopo 4 o 5 tornanti si arriva a un fontanile antico dove ci si può riposare e godersi il panorama della Città Eterna Sepolta nella sua Coltre di Eterno Smog. Ma tranquilli, qui l’aria è più buona e si sente. Dopo aver superato l’amena piazzetta coi suoi negozi di norcineria i cui cartelli annunciano fieramente la vendita di “Brustel”, “Vrustel” o direttamente “Biustel”, si sale ancora per i vicoletti fino alla SS216. Se siete arrivati qui, il peggio è passato, siete sopra la quota di Grottaferrata, e l’andamento altimetrico è di lieve saliscendi, generalmente pianeggiante.

Da Grottaferrata in poi (notevole l’Abbazia di San Nilo) comincia la discesa, prima aggraziata, poi violenta fino a Frascati (attenzione all’ultimo tratto prima di Piazza Marconi!). Arrivati a Frascati, ci si può rilassare con un bicchiere di vino o in una delle numerose fraschette, per poi imboccare la Tuscolana in discesa. Attenzione ai primi due km in discesa dall’ospedale San Sebastiano in poi, che terminano con una curva a sorpresa.

Dopo di ciò, non resta che tornare mestamente per la non bella e pianeggiante Tuscolana: il traffico è maggiore, ma gli spazi sono larghi e non è eccessivamente pericoloso. Se ci si stufa, si può prendere la metro A non appena si arriva ad Anagnina (di domenica è possibile caricare la bici in metro).

Il giro classico dei Castelli Romani dall’Appia Antica

difficoltà: MEDIO distanza: 50 km superficie: strada asfaltata, tranne...