Nantes

nantes. 12 agosto 2013.

Problemi tecnici prima della partenza

Uno degli unici due giorni di relax prima di un viaggio di 1200 km non può che essere occupato da un problema tecnico. Durante il trasporto in aereo uno dei fili del cambio si è spaccato, e il cambio non è in grado svolgere il suo lavoro: lunedì 12 agosto, giorno che mi diede i natali, mi vede quindi impegnato a girare la bella città di Nantes su una bici che non cambia corona alla ricerca di un ciclista abbastanza disponibile da svolgere il lavoro in giornata.

Il cielo è terso e il sole splende placido sopra il Castello dei Duchi di Normandia e Bretagna, e sopra il Caffè Death Porc, che mostra fiero un maiale KO sulla sua insegna. Nantes è una sorta di Amsterdam dal clima mite, bagnata da canali che formano una ragnatela di umido e gente tranquilla, almeno all’apparenza.

Due, tre ciclisti in centro mi dicono che non potranno effettuare la riparazione prima di un paio di giorni. Troppi, per chi si è preparato una tabella di marcia con le notti coperte da sconosciuti contattati tramite Couchsurfing. Arrivo a chiedere addirittura a un noleggio bici in centro, ma fanno solo piccole riparazioni. Le stesse per cui sono attrezzato io, te pare che parto con un filo e una guaina per il cambio?

Grazie all’intercessione telefonica madrelingua di Estelle, trovo da Decathlon la soluzione per partire domattina. Un’oretta di lavoro, 26 euro e passa la paura. Nel riconsegnarmi il mio mezzo, il ragazzo nell’atelier del centro commerciale mi avverte che la mia catena è stata troppo oliata, e che tra un po’ andrà comunque cambiata. Oggi che scrivo e metto in forma compiuta gli appunti di viaggio di quasi un anno fa, 26 luglio 2014, la medesima catena sta ancora lì, tre viaggi dopo.

La serata, cena in una grezza taverna bretone per festeggiare la partenza, e conseguente bevuta di birre artigianali. In mezzo ai boccali semivuoti, Francesco ed Estelle tirano fuori a sorpresa un regalo per me: una bottiglietta di Mogettes, liquore ai fagioli prodotto in Vandea. Se non fossi un cuor di pietra candide e copiose lacrime di commozione mi avrebbero certamente solcato gli zigomi. Un regalo più sentito e gradito mai avrei saputo immaginarlo. La bottiglia la conservo ancora, e nei momenti difficili ne annuso l’aroma.

 

Nantes

Problemi tecnici prima della partenza Uno degli unici due...