Per il lungomare pontino da Nettuno al Circeo

monte circeo. 18 marzo 2014.

 

difficoltà: MEDIO / IMPEGNATIVO
distanza: 100 km
superficie: strada provinciale asfaltata
dislivello: 740m
inizio: Stazione di Nettuno
fine: Stazione di Priverno / Fossanova
traccia gpx: scarica
TRA DUNE COSTIERE E MITOLOGIA OMERICA
Si tratta di un percorso a bordo mare estremamente suggestivo, che può essere utilizzato sia come allenamento di velocità, che per scalate rapide e intense (la salita di Monte Circeo è breve ma impegnativa), che per andarsene al mare.
La partenza è più piacevole se si sceglie di uscire da Roma con il treno per cominciare a pedalare da Nettuno (a seconda del ritmo che si vuole tenere, è più o meno consigliabile muoversi presto, anche se i collegamenti FFSS sono molto frequenti), per sorpassare il bosco di Foglino e la splendida pineta di Torre Astura, purtroppo circondata da una zona militare. Anche se il traffico è rado, in questo primo tratto occorre fare attenzione alla carreggiata stretta.
Giunti a Foce Verde, il lungomare si fa più largo e si può anche approfittare di qualche km di pista ciclabile nei pressi del Lido di Latina – sconsigliato e pericoloso se si vuole tenere un ritmo sostenuto.
Da qui in poi il paesaggio aumenta costantemente di bellezza: ci troviamo nella zona dei laghi costieri, e le dune litoranee sono le padrone incontrastate del territorio. Attraversiamo dunque i territori di bonifica dell’Agro Pontino, e man mano che andiamo verso sud cresce anche la probabilità di imbattersi in succulente mozzarelle di bufala.
Lago di Fogliano e Borgo Grappa: insediamenti di coloni friulani o istriani deportati durante il ventennio fascista. Aironi e altri uccelli acquatici nei laghi che si vestono di acquitrini e giuncheti. Alla fine del lago di Fogliano occorre abbandonare il litorale perché la strada lungo la costa si fa sabbiosa e impraticabile, e bisogna accontentarsi della litoranea, che è leggermente più trafficata e nell’immediato entroterra. In compenso si guadagna un po’ d’ombra.
Entrati in quel manifesto di architettura razionalista che è Sabaudia, passiamo il ponte sul Lago di Paola, e ciò che prima ci appariva un’increspatura scura all’orizzonte ci appare finalmente in tutta la sua imponenza: la sagoma dell’Isola Eea, oggi Monte Circeo, un promontorio circondato per tre lati dal mare che tradisce all’orizzonte la sua originaria natura di roccione staccato dalla terraferma.
Secondo la mitologia greca, è su questi lidi che sbarcò Ulisse per trovarvi la maga Circe, e a sentire alcune leggende locali il basamento del tempio che si trova in cima al monte sarebbe stata proprio la dimora di quest’ultima.
Costeggiamo quindi il versante “freddo” del monte, quello non esposto ai venti e alla salsedine marina e che quindi ha potuto ammantarsi di una folta vegetazione: giunti a La Cona, frazione di San Felice, incomincia la salita: dapprima lenta e costante fino al paese vecchio, poi sempre più aspra, coi suoi 12 tornanti che dal cimitero del paese portano all’acropoli. 4 km per 360m di dislivello, ma la vista dall’alto ripaga ogni goccia di sudore: da un lato le azzurre distese tirreniche fino all’isola di Ponza, dall’altro l’agro pontino e le forme frastagliate del Lago di Paola, poi ancora i monti della Ciociaria e le coste del Golfo di Gaeta. Si dice che nei giorni particolarmente limpidi sia addirittura visibile la Cupola di San Pietro.
Tornati giù, la stazione ferroviaria più conveniente per tornare è quella di Priverno/Fossanova: la strada scelta, la Migliara 53, attraversa il Parco Nazionale del Circeo con una lunga linea retta. Se fosse meno trafficata sarebbe ancora meglio, ma l’ombra e il fresco degli eucalipti la rende comunque piacevole.

 

Per il lungomare pontino da Nettuno al Circeo

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