I Monti Lepini, da Colleferro a Monte San Biagio

carpineto romano. 10 Settembre 2016.

distanza: 84 km
superficie: asfalto
dislivello: 1013 m
inizio: Stazione ferroviaria di Colleferro
fine: Stazione ferroviaria di Monte San Biagio
traccia gpx: scarica

I MONTI LEPINI, AL CONFINE TRA STATO PONTIFICIO E REGNO DEI BORBONI

Un itinerario per roadbike di media difficoltà, con una bella scalata attraverso una delle catene montuose costiere meno conosciute della regione Lazio: i Monti Lepini, che dividono la provincia di Frosinone da quella di Latina, l’agro ciociaro da quello pontino, la campagna dal mare. E come al solito, in mezzo a due paesaggi diversi c’è un rilievo, un ostacolo da superare.
Il percorso parte dalla stazione ferroviaria di Colleferro, sulla linea Roma/Frosinone/Cassino: la città non è di particolare fascino o interesse turistico – questo posto è noto soprattutto per le acciaierie e lo stabilimento della FIAT – ma è comodo per iniziare a pedalare subito vicino ai monti.
Infatti, superato il centro abitato, iniziamo subito a guadagnare quota, in maniera graduale ma costante: i boschi si fanno largo ai lati della strada, soppiantando gli edifici e le fattorie, il traffico si dirada. Passiamo a fianco a Segno, attraversiamo il borgo di Montelanico, e saliamo ancora: al nostro passaggio, mucche e cavalli allo stato bravo ci osservano senza la minima intenzione di liberare la carreggiata, come fosse un loro regno inviolabile.
Ancora salita, fresco, boschi, fino all’ingresso a Carpineto Romano, nel cuore dei Monti Lepini. Una doverosa pausa per ammirare la città che fu lo “bello stato” di Donna Olimpia Aldobrandini, parente di papa Clemente VII, e che diede i natali a papa Leone XIII: papi e nobili la abbellirono con palazzi, fontane e chiese, la più famosa delle quali è la Collegiata del Sacro Cuore – anche se la più affascinante e antica è la Chiesa di Sant’Agostino, che incontriamo sulla destra entrando in paese.
Dopo esserci districati tra i tortuosi vicoletti, usciamo in direzione sud per un costone di roccia, parete verticale a destra e vallata panoramica a sinistra, in leggero falsopiano: è forse il più punto più bello dell’itinerario, il traffico è pressoché inesistente e ci si può rilassare al massimo.
Dopodiché, la discesa: lunga, violenta, ventosa. Una miriade di tornanti e serpentine impegna i discesisti in una serie di traiettorie aerodinamiche, perdendo tutta la quota che si era guadagnata in cambio di ebbrezza e velocità.
Un lungo rettilineo alberato ci conduce poi alle pendici della rocca di Priverno: a seconda del tempo che abbiamo, possiamo decidere se visitare il suo centro storico medievale, oppure girarci intorno in direzione dell’Abbazia di Fossanova.
La dimora di San Tommaso d’Aquino è ancora oggi una piccola città-stato medievale, un capolavoro dell’ordine cistercense sopravvissuto nei secoli.
Il ritorno alla stazione per prendere il treno verso Roma presenta due scelte: la più vicina è proprio quella di Priverno/Fossanova, a due passi dall’abbazia, tagliando una ventina di km dall’itinerario; la più panoramica, nonché quella che segnalata nella traccia gps, sfrutta invece i canali di bonifica del Lungo Amaseno già descritti in questo articolo, per passare attraverso Terracina e prendere il treno a Monte San Biagio.

I Monti Lepini, da Colleferro a Monte San Biagio

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