A Fonte Romana e Campo di Giove, su per la Majella
Questo giro costituisce una versione alternativa e più semplice di altri MajAnelli, ovvero anelli sulla Majella, come questo o questo. È perfetto per un giro invernale in cui si hanno meno ore di luce a disposizione, e magari in cui questa luce è particolarmente splendente perché riflessa dal bianco nevoso dei giorni precedenti.
A questo proposito, sfruttare una giornata di sole tiepido dopo giorni di nevicate sulla Majella rende la pedalata davvero estatica: le pendenze non sono mai eccessive, e seppure accumulata si faccia sentire, l’altimetria non risulta mai dirimente per creare tratti non pedalabili causa neve, ma ci porta in un delicato pianoro circondato dal candore gelido.
Nostra base e punto di partenza è sempre Sulmona, per la sua posizione strategica nella rete ferroviaria abruzzese: la città dei confetti e di Ovidio domina l’omonima conca a ridosso del massiccio del Morrone, e da qui è facile arrampicarsi sulle più belle strade pedalabili in asfalto della zona, non a caso utilizzate spesso anche nelle tappe del Giro d’Italia. Da Sulmona saliamo al bellissimo borgo di Pacentro, celebre per la sua annuale “Corsa degli Zingari” in cui runner devoti alla Madonna si scapicollano a piedi nudi giù per pietraie e dirupi, facendo la felicità degli ortopedici.
Lasciati alle spalle i vicoli tortuosi del centro e la sagoma del Castello Caldora, iniziano i tornanti per il Passo San Leonardo: ma questo anello vira a sinistra poco prima di arrivarci, preferendo la strada in quota per Fonte Romana: qui l’acqua non manca, e vale la pena riempire le borracce perché viene dalla Majella ed è davvero buona.
Con la neve Fonte Romana è un luogo incantato: i rami vacillano sotto il peso delle masse non ancora cadute, e incorniciano l’asfalto rimasto pulito in un paesaggio da fiaba. Qualche tornante in discesa e ci dirigiamo verso Campo di Giove, stazione sciistica a 1064 m s.l.m. e sede di una delle stazioni ferroviarie più alte dell’Appennino. Qui (o magari qualche km prima di entrare in paese, da Agrivella La Baita di Eva, dove la cucina è proprio quella della nonna!) è d’uopo mettere sotto i denti qualcosa, prima di digerire coi tornanti in discesa che ci riportano prima a Cansano e poi di nuovo a Sulmona, per il treno di ritorno (occhio che gli orari da e per Roma sono limitati!).